Donato Cutolo è scrittore, musicista, regista. Nel 2009 scrive “Carillon”, Libro + Cd con prefazione di Fausto Mesolella, che diventa in pochi mesi “piccolo grande caso Editoriale in Italia” per copie vendute. Compone colonne sonore per cortometraggi, film festival e spettacoli teatrali. La sua prima esperienza da regista avviene con “Parole | Foto|sensibili”, cortometraggio che vede la presenza di Fausto Mesolella come attore protagonista, tratto da ‘Carillon’. Successivamente filma “(In)verso”, altro estratto del Libro. E’ uscito da poco il suo nuovo romanzo “Vimini”, accompagnato dalla colonna sonora originale di Fausto Mesolella. Il romanzo sarà presentato al Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere il 7 dicembre prossimo. A volte un ritorno può essere la miccia che riaccende antichi dolori, risveglia vecchi segreti, rievoca remoti presagi. Vimini Mart ritorna a San Timo. Da Lara, da Sacco, da Remo, torna sulle tracce di un passato mai abbastanza lontano da seppellire e dimenticare, condizionato dal magico e tragico potere degli Arcobaleni, solari e lunari. Questa la storia di “Vimini”, di cui ci parla Donato Cutolo.
Al centro di “Vimini” la storia di un “ritorno”, il racconto di un viaggio. Parlaci del tuo ultimo romanzo. Com’è nata l’idea della storia?
Come sempre: parto da un’idea che mi piace e che mi affascina (in questo caso gli arcobaleni, solari e lunari) e ricamo intorno la storia, modello i personaggi, invento i paesaggi, ben attento a staccarmi dal mio vissuto e dalle mie cose personali… ma, per ‘magia’, quando poi rileggo il tutto ritrovo puntualmente piccole parti di me in tutto ciò che ho descritto, in tutti i luoghi ‘incontrati’…
’Il Ritorno’, infine, è al centro della storia perché è una delle cose che adoro, forse il vero motivo per il quale scrivo e faccio musica, la possibilità che queste due arti mi danno appunto di ‘Tornare’, sempre. La malinconia.
Non è la prima volta che collabori con Fausto Mesolella e che insieme a lui dai vita a musiche originali. Com’è lavorare con Fausto? Com’è iniziata la vostra amicizia e la vostra collaborazione?
L’incontro con Fausto è stato fondamentale soprattutto sotto il profilo umano, inspiegabile l’emozione di comporre qualcosa assieme, forse una delle sensazioni più belle io abbia mai provato. Tutto (non) è cominciato per caso, come le cose più belle: col passare dei mesi le idee si sono fuse, intrecciate, fino a sperimentarle in live multimediali, a teatro, e in cortometraggi musicali; quasi una necessità, quindi, quella di partorire ‘Vimini’, un lavoro ‘in due’ ma con trecentosessantagradi di cose che ti arrivano assieme. Si spera.
Musicista, scrittore, videomaker.. tre forme d’arte diverse eppure strettamente collegate tra loro all’interno della sua opera. Come cerchi in ognuna di esse?
Non avessi ascoltato buona musica, visto grandi film, frequentato teatri e ammirato quadri meravigliosi, probabilmente non avrei mai scritto… Quindi, naturale un mio approccio con la scrittura ‘per immagini’ e che una colonna sonora la ‘accompagni’, che l’apertura naturale di questo gioco sia il cinema (esportato nei teatri) e che la pittura mi rappresenti in copertina (Giovanni Tariello, in Vimini, ha firmato appunto la copertina).
Che rapporto hai con Caserta e con il tuo territorio? Che importanza hanno avuto e hanno le tue origini per la tua opera artistica?
Santa Maria Capua Vetere, la provincia di Caserta, hanno generato e generano realtà artistiche meravigliose, Donato Cutolo e Fausto Mesolella compresi, che qui sono cresciuti e vissuti e che qui si ispirano e creano… quindi, se qualcosa di buono facciamo, diamo i meriti anche a questo territorio, per una volta?
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