Vimini – Recensione su ‘Reportweb’

Uscito da poche settimane, il secondo libro del giovane scrittore casertano, Donato Cutolo. Dopo l’esordio con il caso editoriale per copie vendute “Carillon” nel 2009, Cutolo ci apre le porte di  “Vimini”, libro e cd distribuito da Edizioni Zona, che con una tiratura di mille copie, a due mesi dalla sua uscita,richiestissimo, è già in ristampa con altre millecinquecento copie.

Ancora una volta ad accompagnare la penna dello scrittore, c’è la chitarra di Fausto Mesolella, che ha confezionato un intero disco su questa piccola opera in cui note su parole e parole su note si confondono grazie ad un sodalizio consolidato che rende questo piccolo gioiello di Cutolo, una carezza letteraria.

Il linguaggio Cutoliano, intriso di antico e moderno, di morbidezza e di ferocia insieme alle musiche fanno di “Vimini” un libro, un film, una suite musicale. La cura nella descrizione dei luoghi, delle stagioni, dei pensieri, la ricercatezza della familiarità nelle espressioni del viso, dei gesti e negli infiniti meccanismi mentali, legano il lettore al libro, in modo personale. “Vimini” lo si può leggere tutto d’un fiato o lo si può tenere per giorni in  borsa, e leggerne solo per qualche minuto, senza andarsene mai dalla storia dei protagonisti e dai luoghi in cui vivono. Ognuno trova il proprio modo per leggerlo e l’autore sembra prestare una particolare attenzione e sensibilità nei confronti del lettore, il suo stile narrativo è diretto ma lascia spazio ai ricordi e all’immaginazione causando una sorta di abbandono interiore, pagina dopo pagina.

Il linguaggio letterario di Donato Cutolo è estremamente vivo, presente, il suo racconto è accattivante, schietto e sensibile, di periodo in periodo, il libro non sembra essere letto ma attraversato come si attraversano le campagne dal finestrino di un’auto. Ricorrenti, sono le parole che Cutolo fissa, alla fine dei periodi, per suggellare, per chiarire, per riflettere, per ricordare, per non perdersi. Parole chiavi simili a istantanee, scatti mentali scanditi da pause necessarie come fossero state previste dall’autore, in quanto necessarie per chi si addentra nella storia di Vimini.

“Vimini” parla della famiglia, delle nostre origini, del nostro passato, dei processi inevitabili, delle strade obbligate e dettate dal corso degli eventi, dei gesti e degli sguardi che cambiano e decidono la nostra permanenza nel mondo e nella vita degli altri. Parla di quello che è stato e di ciò che non doveva essere, di linee tracciate che affaticano e istantanee del passato che non si vorrebbero revocare, di rivelazioni e presagi, di ciò che abbiamo amato e che ameremo per sempre nelle nostre continue fughe.

La protagonista, Vimini, ritorna a San Timo dopo tre anni, ricucendo dai vetri di un finestrino il suo passato, i silenzi della madre, i viaggi del padre,l’amicizia con Sacco e le scoperte con Remo, la voce a ritmo di cantilena di nonna cecilia, e le bolle di sapone che si alzavano dai prati e da cui pendevano le sorti delle proprie paure e dei propri desideri. E poi gli arcobaleni, che se visti con la luce del giorno, ci indicano e ci conducono alle risposte che cerchiamo, ma se visti di notte, in condizioni di scarsa luce, ci confondono con la loro luce bianca, presagi accecanti di quel che non riusciamo a comprendere, i colori e le risposte restano immutate, ma siamo noi che non riusciamo prevederli.
Un bel ritorno, quindi, quello di Donato Cutolo che ha scritto il suo secondo libro seduto tra la cenere della notte e i fili d’erba della sua terra, di giorno. Il libro, si fa fatica a toglierlo dalla borsa per riporlo in libreria tra i libri già letti, meravigliosa copertina con un’opera di Giovanni Tarriello, noto per la sua pittura rurale, che sottolinea il rapporto tra l’uomo e la sua terra,la sua natura un po’ come Cutolo ricongiunge i suoi personaggi alle loro origini e al loro passato.

 

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http://www.reportweb.tv/donato-cutolo-continua-il-caso-editoriale/