19 dicembre ’43 – Recensione su “Solo Libri belli”

 

Di solito tendo a diffidare dai libri pubblicati da piccole case editrici che non conosco, soprattutto se mi vengono proposti in lettura, come in questo caso. Appena mi è arrivato 19 dicembre ’43, inoltre, la prima cosa che ho notato è stata che la copertina era montata al contrario rispetto alle pagine interne. Decisamente non un buon biglietto da visita, anche se mi rendo conto che probabilmente è solo una copia malriuscita. Avevo messo le mani avanti: se non è un libro bello, non potrò parlarne sul blog.

Solo che poi ho cominciato a leggere. La scrittura di Donato Cutolo si è rivelata limpida e senza fronzoli fin dalle prime pagine, e ha catturato tutta la mia attenzione con quelle frasi brevi e quegli a capo a ritmo sostenuto, talvolta quasi eccessivi, ma sicuramente indice di uno stile consapevole e meditato.

Ho dovuto superare i miei pregiudizi – rafforzati dalla presenza di numerosi refusi, purtroppo – e ammettere che avevo tra le mani un libro davvero ben scritto, potente, in cui le immagini hanno una forza evocativa rara. La capacità di sintesi dell’autore rende la lettura incalzante, dura per l’argomento affrontato ma niente affatto faticosa.

È la storia di Ettore, e dell’inverno del ’43: gelo, soldati tedeschi, vita di campagna stravolta da guerra e bombardamenti. Il faro di Ettore è Ada, la sua bellissima Ada, un fiore da proteggere a ogni costo. E il suo migliore amico è Giorgio, comunista incallito che pare non aver paura di niente. Il romanzo si apre con Ettore sepolto sotto i detriti di una casa bombardata. La casa di Ada. E procede un po’ in ordine cronologico, un po’ saltando nel passato, da quando Ettore era ragazzino all’episodio che l’ha portato fin lì, sotto le macerie. Alla fine la drammatica vicenda verrà svelata, piano, con delicatezza, ma senza risparmiarci nulla.

A quanto ho letto, con questo 19 dicembre ’43 Donato Cutolo è al suo terzo romanzo. Non un esordiente, quindi, e devo dire che si nota una certa maestria nell’uso del linguaggio. Ci sono frasi bellissime, in questo libro, indelebili e poetiche, sagge e dolorose. Il paesaggio rurale si fonde con lo sconquassato animo umano, ne è il prolungamento, diventa parte della vicenda stessa, entra in guerra e soffre come gli esseri umani.

Il libro è accompagnato da un cd con 10 tracce cui hanno partecipato, insieme all’autore, Fausto Mesolella (degli Avion Travel), Daniele Sepe, Andrea Laudante e il Piccolo Coro R’Esistente del Pratello, oltre alla voce di Paolo Rossi che legge l’inizio del libro. Devo ammettere che non ho ascoltato il cd mentre leggevo, non riesco a concentrarmi con un sottofondo musicale. L’ho ascoltato separatamente, quindi non posso esprimermi sull’appropriatezza dell’accoppiata, ma sicuramente è una buona idea, per chi riesce a sfruttarla.

Insomma, forse a questo brevissimo romanzo sono mancati un po’ di editing e di correzione di bozze, ma in compenso ha molto da offrire: sentimenti puri sia in positivo che in negativo, solitudine, l’asprezza di una situazione che è troppo facile dimenticare quando si sta belli comodi in una casa senza il terrore delle bombe, una scrittura essenziale e secca: superate anche voi i pregiudizi e leggetelo, magari preparandovi a buttar giù il groppo in gola che vi lascerà.

 

Link Articolo:
http://sololibribelli.wordpress.com/2014/12/06/donato-cutolo-19-dicembre-43/