Dante Alighieri – Copenaghen

È cosi che in Vimini, il suo secondo romanzo, Donato Cutolo definisce quell´aspetto della vita che ci accomuna, che ci caratterizza e ci forma. Le parole, intense, vere che si accompagnano ad una melodia talvolta estenuante, talvolta assordante ma sempre profonda e colloquiale con chi ascolta.

Per i nostri amici della Dante Alighieri, abbiamo incontrato in rete Donato Cutolo per una breve intervista che riportiamo qui fedelmente.

Come nasce la tua passione per la scrittura e come nasce la tua passione per la musica? Come si conciliano intellettualismo ed arte nella tua vita quotidiana?

Tutto è incominciato dalla musica: dal 1998 al 2008 ho composto colonne sonore per spettacoli teatrali e cortometraggi ed è proprio la magia dell’intreccio tra parole e musica che m’ha fatto partorire Carillon, il mio primo romanzo con colonna sonora dedicata. Fu una sorta di esperimento, una novità ben accolta dal pubblico con quasi tremila copie vendute. La collaborazione, poi, con compositori come Fausto Mesolella, Daniele Sepe, Rita Marcotulli, ha fatto sì che mi concentrassi molto di più sulla scrittura. In genere, giro ai musicisti la prima bozza del romanzo così che possano lasciarsi ispirare liberamente e quando finiscono il loro lavoro io mi “limito” a creare paesaggi sonori (con campioni e sintetizzatori) che danno una dimensione ambientale e temporale alla colonna sonora simile a quella del romanzo.

Cosa è cambiato da allora e cosa ti aspetti che cambi ora?

Come ti dicevo prima, è cambiato che scrivo molto di più anziché comporre, soprattutto sento una maggiore esigenza di dare uno sfondo sociale, attuale, “politico”, alle mie storie. Credo poi che la piccola realtà, la provincia, sia un banco di prova importante e che abbia i suoi vantaggi: le difficoltà, la lentezza, avere il tempo necessario per sviluppare al meglio un’idea senza lasciarsi divorare dalla velocità e dalle mille luci e false opportunità dei grossi centri. La provincia ti educa, ecco, indipendentemente dal successo.

Parliamo del tuo ultimo libro: “Occhi chiusi spalle al mare” (Edizioni Spartaco). Una ambientazione insolita, immaginaria ed una storia legata per certi versi allo stereotipo della famiglia patriarcale dei clan, che tuttavia “sbarca” (perdona il gioco di parole) in uno scenario che certamente non ti aspetti. Occhi chiusi, spalle al mare, appunto. Un viaggio. Un viaggio intenso, ricco di dettagli e di sensazioni, di sentimenti descritti da chi sembra averli vissuti. Un viaggio intimo che Sergio Rubini racconta con magistrale passione. (Sergio Rubini, insieme a Rita Marcatulli, è autore della colonna sonora che accompagna il libro).

Come nasce l´idea di Piero, il personaggio principale?

Il tema dei migranti, i “viaggi della speranza” che si trasformano sempre più spesso in “viaggi della morte”, mi stanno molto a cuore: da tempo avevo in mente di scrivere una storia che ne parlasse, ma ogni volta che rileggevo i miei appunti c’era troppa enfasi, oppure troppa crudezza nelle descrizioni, e poi ho capito che il mio vero scopo consisteva nel portare le persone che leggevano il mio scritto a superare la paura verso i migranti… Avevo bisogno di trovare un modo per aprire i cuori con delicatezza e scardinare la diffidenza… E così, all’improvviso, un giorno ho immaginato Piero, un ragazzo schivo, timoroso, che però trova finalmente il coraggio di cambiare grazie all’esempio di due fratelli migranti, Jasmine e Youssef, che lo salvano dai preconcetti che gli sono stati inculcati fin da piccolo e lo aiutano a diventare una persona libera, libera innanzitutto di esprimersi per come è nel profondo del suo cuore.

Un riferimento esplicito. Un legame con la terra nordica per eccellenza a concludere questo viaggio. Perché la Danimarca?

La comunità palestinese e siriana in Danimarca è molto consistente e la cultura dell’accoglienza è certamente diversa da quella del Sud Europa. Abbiamo molto da imparare.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Occhi chiusi spalle al mare sta avendo il suo corso. I media ne parlano con interesse, così con Edizioni Spartaco sto mettendo a punto un tour di presentazioni nelle scuole. Io parlerò poco, sono piuttosto molto curioso di stimolare un confronto sul tema tra gli studenti. Sono certo che il dibattito sarà interessante. Dal 9 marzo, poi, sarò a teatro assieme a Sergio Rubini e Rita Marcotulli: più che presentare il libro sarà uno spettacolo multimediale così come è stato per i miei lavori precedenti; inizierò dalla mia città, Santa Maria Capua Vetere.

 

fonte: http://www.dante-alighieri-cph.dk/2018/01/26/musica-romanzi-passione-donato-cutolo-scrittore-musicista/