La contessa rampante

“Occhi chiusi spalle al mare” è una poesia malinconica e triste la quale, però, ci fa comprendere che in un mondo dominato dal male ogni tanto chi cerca di far del bene c’è.
Piero è un ragazzo schivo ed introverso, che soffre per la prematura morte della madre e per l’intransigenza e severità del padre ingegnere. Mauro Righieri, è tutto ciò che suo figlio Piero non vuole essere: freddo, cinico e soprattutto privo di sentimenti nei confronti di chi è meno fortunato, come gli immigrati che affollano la sua terra, l’isola Isonta. Questi ultimi non sono così diversi da noi, hanno solo avuto la sfortuna di nascere in Siria, una terra resa pericolosa dalla guerra, una terra da cui scappare con la speranza di ricominciare a vivere. L’autore, Donato Cutolo, descrive con dovizia di particolari l’agghiacciante viaggio che tantissimi immigrati hanno dovuto affrontare, un viaggio che a molti costerà la vita:
“Il viaggio in mare era iniziato. Agghiacciante. I posti sulla barca erano rigidamente assegnati, impossibile alzarsi, i bisogni occorreva farli sul posto o in una bottiglia. Alcuni di loro venivano bastonati se solo tentavano di muoversi, due donne incinte che lamentavano vomito e nausea vennero prese a calci. A bordo c’era un silenzio irreale, il rumore dello scafo era così roboante che già dopo i primi chilometri a parecchi sembrò di impazzire. Le uniche voci, che presto erano diventate urla, venivano dalla stiva: erano richiesta d’aiuto di chi voleva uscire perché assetato e non poteva più respirare. Nessuno poteva fare nulla, avessero mosso un solo dito sarebbero stati catapultati in mare.”
Un giorno, la monotona vita di Piero viene sconvolta dall’incontro con Jasmine e Youssef, due giovani ragazzi che hanno vissuto gli orrori della guerra e della morte ed hanno cercato di rincorrere la salvezza credendo che crearsi una nuova vita fosse possibile, ma non in Italia, non ad Isonta, dove vivono nascosti in un vecchio palazzo, sporchi, mal ridotti e affamati. Youssef e Piero comunicano allo stesso modo le loro emozioni: disegnano su un taccuino le loro paure, le esperienze che hanno vissuto e la felicità che non hanno mai conosciuto. Jasmine è bella, di una bellezza diversa da tutte le donne che il giovane Righieri ha incontrato fino a quel momento. I suoi occhi parlano, il suo cuore è sincero. E’ proprio così che nascerà una splendida amicizia tra i tre ragazzi, ed è così che Piero deciderà di salvare i due immigrati, contando solo su se stesso e sulle sue forze.
fonte: https://lacontessarampante.blogspot.it/2018/02/recensione-occhi-chiusi-spalle-al-mare.html