VIMINI: UN LIBRO CHE SI FA IN TRE
Tra arcobaleni e bolle di sapone, il secondo romanzo di Donato Cutolo.
Immagini, musica, scrittura: in copertina, un’opera del noto pittore casertano Giovanni Tariello; allegato al libro, un cd, sette tracce musicali composte dal chitarrista degli Avion Travel Fausto Mesolella, colonna sonora originale che accompagna e cadenza il ritmo delle parole; e poi lo scritto, 84 pagine fitte di descrizioni ed emozioni.
Si butta, Donato Cutolo, in un’esperienza che è commistione tra tre forme d’arte; un’esperienza che mette a disposizione del lettore più mezzi per fare in modo che la storia sia davvero sua, diversa da quella di chiunque altro la legga. Ed è una prova riuscita questa che tra parole e note ci narra la storia di Vimini, giovane protagonista il cui nome è anche il titolo del ro-manzo.
L’intero racconto è costruito attorno al potere divina-torio degli arcobaleni, solari e lunari, e agli esercizi di colore insegnati da una nonna alla nipote attraverso le bolle di sapone. Ma a ben guardare, la magia, l’oniricità, l’impalpabilità di questi elementi altro non sono che un modo per palesare una realtà che, a loro differenza, si presenta tangibile. Dura.
E’ la realtà di un padre assente e di una madre alcolista; quella del commovente ricordo di Cecilia, morta col rimorso di non aver saputo difendere la figlia dai colpi bassi della vita; è la realtà di Sacco, pianista che ha perso l’amore, ma non ha smesso di riconoscerlo; è quella di Remo, tremore adolescenziale, storia mancata. Ma, soprattutto, è la realtà di Vimini, che approda a San Timo, il suo paese natale, il tempo di una sola estate; lo stretto necessario per capire, come ci spiega la quarta di copertina, che “ci sono luoghi della vita ai quali non dovremmo tornare, per non riaccendere antichi dolori, non risvegliare vecchi segreti”. Poco importa, in fondo, che siano posti fisici o dell’anima. Il prezzo da pagare è quello di un’enfasi che “lascia posto a un magone strano appena metti un piede a terra e capisci che la vita non è quella. Nulla. Non acca-de praticamente nulla. Tutto tace nella più totale perfezione”.
Ed è effettivamente tra silenzi incolmabili che si sviluppano le vicende che legano i personaggi del racconto di Cutolo. A conferir loro autenticità, le descrizioni: minuziose, attente, ricche di particolari, eppure scorrevoli, leggere. Insieme alla semplicità dello stile di scrittura dell’autore, restituiscono sfumature – quel-le all’interno delle quali, scriveva Bukowski, sta la verità – quasi impercettibili di caratteri e movimenti.
A dar man forte al racconto, poi, la colonna sonora di Mesolella: sette tracce musicali per i sette colori dell’arcobaleno. Un mix, quello tra note e testo – ha spiegato Cutolo in diverse interviste – che fa in modo che ogni lettore, nell’intimità della propria stanza, possa ricreare nella sua mente un piccolo film, diventandone regista. Ad aiutare in questo chi approccia alla narrazione, un visionatissimo booktrailer presente sul web, un piccolo cortometraggio girato con la regia di Alfredo Buonanno. Premessa, quest’ultimo, ad un altro appuntamento artistico che accompagnerà il romanzo dello scrittore casertano: un video, estratto dal-le vicende narrate in Vimini, che sarà presentato, il prossimo 3 ottobre, presso il Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere, con un evento live, protagonisti del quale saranno Cutolo, Mesolella e Raiz, il cantante degli Almamegretta. Il tutto nell’ambito di un Festival, “Note Corsive”, dedicato alla commistione di pa-role e musica, connubio che fa di questo libro un piccolo compa-no di viaggio. Uno di quelli a cui ci affezioniamo soprattutto di sera. Perchè “al chiaro di luna tutto rallenta. I pensieri che durante il giorno cercano invano complicità, fra milioni e milioni, nella solitudine della notte incrociano quelli affini e si sentono compresi. Accettati”.
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